«Si guardino i frati dal mostrarsi tristi all’esterno e oscuri in faccia – come gli ipocriti – ma si mostrino lieti nel Signore e giocondi e garbatamente amabili» aveva raccomandato san Francesco, confermando così la sua distanza da ogni convenzionale spiritualità cristiana. Un’immagine del «giullare di Dio» del tutto ignorata dagli artisti i quali, insieme ai biografi ufficiali, si adoperarono a cancellare ogni traccia della più vera e profonda indole del santo
Estratto da Medioevo n. 336 – Gennaio 2024 – Lo chiamano «Giullare di Dio», ma nessuno lo né è stato mai visto ridere. Eppure, è quello che fa un giullare: esibirsi, far ridere, affabulare, rovesciare il mondo e farne un teatro. Francesco d’Assisi un giullare lo era veramente: e, non a caso, quella definizione l’ha coniata lui stesso, e non qualche agiografo: a raccontarlo sono proprio i suoi compagni più intimi – Leone, Rufino e Angelo -, che, ricostruendo nella Compilazione di Assisi (o Leggenda Perusina), la nascita del Cantico delle Creature spiegano che «quando fossero terminate le Laudi, il predicatore doveva dire al popolo: Noi siamo i giullari del Signore. E la ricompensa che desideriamo da voi è questa: che viviate nella vera penitenza».
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Il ritratto che emerge dai ricordi dei tre compagni è effettivamente quello di un uomo che predica recitando, canta, suona e si traveste, fa battute di spirito e diventa un vero e proprio regista quando inventa il presepio a Greccio.
Un’immagine completamente diversa da quella tramandata dalla tradizione: il santo compassato e sofferente, mistico e ieratico tratteggiato da Giotto e dagli agiografi, che, «riscrivendo» il personaggio, ne hanno censurato gli aspetti più scomodi: quelli che mal si addicono al fondatore del più prestigioso Ordine religioso della storia della Chiesa.
Quando il francescanesimo divenne materia di studio
Non a caso, ad avviare gli studi francescani moderni è stato, nel 1894, un pastore protestante: Paul Sabatier (1858-1928), autore di una rivoluzionaria biografia del santo e fondatore della Società Internazionale di Studi Francescani. Lo scrittore francese, per primo, contrappose (Per continuare la lettura corri in edicola e chiedi di Medioevo o abbonati per riceverlo direttamente a casa tua!)
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