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VELO DELLA MADONNA

Ad Assisi, nella basilica di S. Francesco, si custodisce un velo che la tradizione attribuisce alla Vergine e che viene perciò considerato come una reliquia degna della massima venerazione. Tessuto a mano con bisso marino – e, dunque, particolarmente prezioso –, proprio in questi giorni verrà solennemente esposto, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione

Conservato nella Chiesa Inferiore della basilica di S. Francesco ad Assisi e visibile soltanto due volte l’anno in occasione delle due principali feste mariane dell’Immacolata (8 dicembre) e dell’Assunta (15 agosto), il cosiddetto «Velo della Madonna» di Assisi riveste una notevole importanza non soltanto come oggetto di devozione ma anche quale sopravvissuto testimone di una cultura materiale antichissima, perché realizzato con bisso marino intrecciato a mano. Se, infatti, di bisso di seta (e non marino) si può parlare nel caso della reliquia nota come «Velo della Vergine» conservata nella Cattedrale di Chartres, esattamente di bisso marino (vedi box a p. 64) occorre parlare per il Velo di Assisi, al quale la reliquia di Chartres viene spesso accostata. Chiamato l’oro del mare, il bisso è caratterizzato da riflessi dorati, quali quelli ben visibili, appunto, nella reliquia custodita ad Assisi, che si crede sia appartenuta alla Vergine Maria.

Per grazia ricevuta

La tradizione narra che, nell’anno 1320, la basilica di S. Francesco fu arricchita di un tesoro inestimabile: il velo della Madonna offerto da Tommaso degli Orsini, nobile romano, che lo ebbe dal pascià di Damasco, il quale l’aveva a sua volta sottratto da una chiesa di Gerusalemme. Tornato in Italia e ridotto in fin di vita da una grave infermità, Tommaso fece voto al santo assisiate, tradizionalmente venerato dalla sua famiglia, e, ottenuta una guarizione miracolosa, venne ad Assisi dove, davanti all’altare del santo, offrí ai frati la veneranda reliquia. La vicenda è narrata tra l’altro nella Storia d’Asisi di Antonio...

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