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LA REGINA DEL MARE

Nel Palazzo Ducale di Venezia, un intero ciclo pittorico illustra la lunga serie di vittorie, perlopiú marittime, che hanno segnato la gloriosa ascesa della Repubblica. Ma quali furono le ragioni di una crescita cosí formidabile? Ripercorriamo, allora, le tappe di una «storia di successo» che sembrava non dover finire mai…

Per evocare gli spazi marittimi sui quali si andò edificando la potenza di Venezia, i convogli di battelli, il porto e gli arrivi di prodotti mediterranei e orientali, vale la pena di cominciare con alcune immagini. Per tutti – uomini di ieri e di oggi –, esse proclamano che Venezia è la regina del mare; la rappresentano, come nell’affresco che Jacopo e Domenico Tintoretto immaginarono per il soffitto della Sala del Senato, nel Palazzo Ducale della città lagunare, nei panni di una sovrana che regna sui sudditi, mentre tritoni e nereidi vengono in corteo a recarle doni (vedi foto a p. 71). Nel cuore del Palazzo Ducale, là dove si decidono gli affari della Repubblica, nelle sale dove siedono i diversi consigli, sono stati affrescati grandi cicli pittorici che il visitatore può ancora oggi ammirare. E la storia della loro realizzazione è ben nota. Nel 1587, due patrizi illustri vengono incaricati di consultare le antiche cronache, per stilare l’elenco delle piú grandi battaglie navali combattute da Venezia. Si è infatti deciso di rinnovare la decorazione delle due sale di Palazzo Ducale, tra le quali figura quella del Maggior Consiglio. Dieci anni prima un incendio aveva gravemente danneggiato la sede del governo e, nel 1587, dopo un lungo restauro, è giunto finalmente il momento di passare all’ornamentazione. Viene dunque commissionato a Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto e Francesco Bassano un programma di pitture destinato a illustrare la lunga serie di vittorie, quasi tutte marittime, che, dalle origini, hanno scandito la storia della città. Del resto, un decoro di questo tipo non costituiva una novità. Già da tempo, infatti – fin da quando, nel 1365, la sala del Maggior Consiglio era stata ornata una prima volta – si era presa l’abitudine di illustrare in questi luoghi ufficiali la gloriosa storia della Repubblica.

Lo «sposalizio del mare»

Ecco, ora, un’immagine della piú famosa cerimonia veneziana: la festa dell’Ascensione, ovvero la «Sensa». Ben presto, un particolare splendore caratterizza nelle lagune la celebrazione di questa ricorrenza, che sembra sia nata per commemorare la vittoriosa spedizione compiuta dal doge Pietro II Orseolo in Dalmazia (1000), prima tappa del processo che stava trasformando l’Adriatico in Golfo veneziano. Ogni anno, l’imbarcazione del doge attraversava il passaggio litoraneo di San Nicolò del Lido per rendere omaggio alle acque del mare che il vescovo, a sua volta, benediceva. Su questa antica cerimonia, dopo le formidabili conquiste della quarta crociata, si innesta nel corso del XIII secolo il rito dello «sposalizio del mare». Il doge, d’ora in avanti, getta in mare un anello d’oro, simile a quello che il papa Alessandro III avrebbe donato al doge Sebastiano Ziani, in ricompensa dell’aiuto prestato da Venezia in occasione del conflitto tra il papato e l’imperatore Federico Barbarossa. Con questo gesto e pronunciando la formula «noi ti sposiamo, mare, in segno della vera e perpetua...

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