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MEZZOGIORNO NORMANNO

Alla vigilia dell’anno Mille, gli «uomini del Nord» approdano sulle coste della Campania. Colpiti dall’amenità dei luoghi, ma, soprattutto, intuendone le ricchezze, danno inizio a una stagione che li vede protagonisti di una lunga fioritura. Con loro nasce un regno vasto e potente, del quale oggi possiamo ripercorrere le vicende attraverso un magnifico e variegato patrimonio monumentale

All’inizio dell’XI secolo, il Mezzogiorno d’Italia era caratterizzato da un’estrema frammentazione politica e sottoposto a tre dominazioni distinte: longobarda, bizantina e saracena. Nel 774, caduta Pavia, capitale del regno longobardo, a opera dei Franchi, Arechi II, duca di Benevento, si proclamò principe, rivendicando la continuità dinastica e politica del regno longobardo nel principato beneventano. Il principato unitario sopravvisse fino al IX secolo quando, nell’839, morto il principe Sicardo, una grave crisi dinastica sfociò nella sua scissione nei due principati distinti di Salerno e Benevento (849). Da Salerno, in seguito, si staccò Capua, che divenne principato indipendente (900). Solo sotto il governo di Pandolfo I Capo di Ferro, principe di Capua e duca di Spoleto, i tre principati furono riunificati in un’unica compagine. Dopo la sua morte, però, tornarono a dividersi, seguendo politiche autonome, mentre i rimanenti possedimenti bizantini nel Sud vennero riorganizzati in una nuova provincia, detta catepanato (metà del X secolo), con capitale Bari, costituita dai temi di Lucania, Puglia e Calabria (il tema era una provincia bizantina ordinata militarmente, n.d.r.). Sulle coste del basso Lazio e campane sorgevano i ducati di Gaeta, Napoli, Sorrento e Amalfi, formalmente sottoposti a Bisanzio, mentre in Sicilia, già dominio bizantino, si erano insediati i Saraceni, i quali, dopo una lunga guerra di conquista (827-902), avevano trasformato l’isola in un emirato, senza riuscire a estendere il loro potere sul Mezzogiorno peninsulare (vedi box alla pagina precedente)...

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